Area Tabasso

Il progetto

Il Punto Rete Area Tabasso
Grazie al contributo di un gruppo di operatori e giovani adulti disabili, pionieri, che hanno calzato la sfida  imparando dall’esperienza, inizia la sperimentazione del primo Punto Rete nel 2002.  La riflessione sul piano della progettazione educativa inizia a delineare un nuovo modello operativo  in cui  ciascuno diventa  protagonista sociale del proprio ruolo in base a competenze e capacità espresse , e ogni ruolo trova collocazione in una scena reale di vita e diventa profondamente interconnesso  agli altri ruoli.
Attraverso questa esperienza alle persone è permesso autodeterminarsi non solo per ciò che riguarda il proprio deficit ma per la relazione di senso che riesce a interscambiare con il contesto di appartenenza.
Il considerare le persone obbliga i nostri sistemi ad aprire un dialogo per costruire un reciproco adattamento che va a vantaggio del sistema sociale nel suo complesso.
Il sistema sociale deve poter iniziare a riconoscere dei linguaggi e dei tempi diversi da una logica solo di mercato, di profitto e di tecnologia, maturando un’ attenzione che tenga conto del rispetto della persona a livello globale e che costruisca o meglio ricostruisca questo rispetto all’ interno del sistema, facendolo diventare proprio fine.
La riconversione di questo fine, che è la persona, è compito delle istituzioni ed in particolar modo, per quelle pubbliche, è dovere tutelarlo.
La prima realtà individuata dal Comune di Chieri  è la Biblioteca civica sita presso l’ Area Tabasso. L’ opportunità è stata inserita nel contesto della ricollocazione della biblioteca stessa e nella definizione degli spazi all’ interno della nuova sede della biblioteca, ossia l ’ ex cotonificio Tabasso.
L’ ambientazione in corso degli spazi hanno permesso di coprogettare, insieme all’ Ufficio Cultura del Comune di Chieri e agli operatori della biblioteca, l’ attivazione di un percorso per la creazione del Punto Rete.

Il progetto: è una elaborazione in itinere tra le varie parti coinvolte che vede la partecipazione attiva nella realizzazione degli stessi disabili coinvolti.

Gli obiettivi generali di progettazione sono stati definiti in:
1. azioni di integrazione attraverso la collaborazione con la risorsa individuata
2. autonomia raggiungibile delle persone
3. ruolo sociale riconoscuito sia all’ interno del progetto ma soprattutto all’ esterno cioè da chi occasionalmente frequenta la struttura.
4. diventare risorsa propositiva per attività aperte alla cittadinanza (scuole, gruppi, ricerche tematiche riguardanti la conoscenza del territorio, etc)

 

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